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150 giorni di sport - Programma 2011 - Guya Trekking



150 GIORNI DI SPORT
Mia personalissima ricorrenza dell'Unità d'Italia


IN VIAGGIO PER ADMO, PER LA SPERIMENTAZIONE DEL PROGETTO NOENE/NEXUS-ACCAPI, PER LA RICERCA (UNIVERSITA' DI VERONA) CON LOACKER, SALEWA, FERRINO, GRONELL, SENSORMEDICS.

ALLENAMENTO: DAL 2/4 AL 14/5 = giorni 42

MAGGIO: SENTIERI GR10 E GR11 PIRENEI = giorni 92

AGOSTO: CATANIA - ETNA - CATANIA = giorni 5

SETTEMBRE: SUPERMARATONA LAGO DI BARREA = giorni 2

SETTEMBRE: ALTA VIA ALPI APUANE = giorni 9




I miei sogni non sono vacanze, sono impegno sociale, piacere nella fatica, privazioni.

Durante i miei viaggi vivo una vita primordiale, a stretto contatto con gli elementi e la natura, spesso ostile ma vera e incontaminata.

Il mio impegno verso ADMO mi porta a contattare tantissime persone, a cercare fra esse i possibili donatori di midollo osseo o delle cellule staminali emopoietiche per tentare di salvare la vita a chi ogni giorno perde sempre più la speranza.

Aiutatemi ad aiutare chi soffre, il Vostro contributo potrà usufruire della deduzione del 19% versandolo a:

ADMO FRIULI VENEZIA GIULIA ONLUS

Via Carducci, 48
33100 Udine

tel. e fax: 0432 299728

e-mail: admo-fvg@libero.it

codice fiscale 94046270305

c/c posta: 
IBAN IT48 E076 0112 3000 0001 1000 338

c/c banca: 
IBAN IT19 I054 8412 3000 3657 0395 756

Causale del versamento: Guya Trekking

Grazie

Manfredi Salemme


I MIEI LIBRI




Scrivere un libro non è cosa facile, bisogna avere il coraggio di farlo.
Io sogno molto, i miei sogni sono aspirazioni, desideri, obiettivi da raggiungere.
A volte la mia fantasia mi fa vedere il completamento di un progetto ed è in quel momento che comincio a lavorare.
Spesso la mancanza di esperienza mi fa desistere ma a volte la testardaggine e una più intelligente applicazione fa si che il progetto si realizzi.
Sono inquieto, spinto da una fervente fantasia spesso costruisco sulla carta, che poi sono i blog che creo, avventure straordinarie, qualche esempio?
Trekking in Marocco, Australia, Apalachian Trail, Iditarod... tutti progetti pronti per essere concretizzati, tutti visibili sul web o attraverso le icone del mio sito.
Ma bisogna fare i conti con le spese, i permessi, le eventuali guide e tanti altri piccoli ma importanti aspetti che ne bloccano per il momento la realizzazione.
Tuttavia con pazienza e costanza continuo a sognare e progettare.
Il passato non mi interessa, vivo il presente in funzione del futuro ma lascio a chi vorrà leggermi qualcosa di importante (spero): i miei racconti... i miei libri.

Direte ora - ma perché tutta quella premessa?

Rispondo con onestà e orgoglio:

Scrivere un libro non è cosa facile, bisogna avere il coraggio di farlo.

Io ne ho scritti due, senza pretesa di vincere il premio Strega ma con onestà e orgoglio, mettendomi a nudo, con le mie paure, la mia immaturità e la mia gioia di vivere.

Ho sempre stimato chi mi parla guardandomi negli occhi... ebbene io vi guardo negli occhi per vedere in fondo al vostro cuore, per chiedervi di fare un gesto di solidarietà, acquistando i miei libri a favore di ADMO,

L'intero ricavato, poca cosa, andrà a questa associazione di cui mi onoro esserne testimonial.
Grazie

NEPAL VISTO DA FRANCO CASTELLINI

TOR DES GEANTS


Chiuse le iscrizioni per la competizione Trail Running

Mancano ormai pochi giorni alla partenza della prima edizione del Tor des Géants, la competizione di Trail Running più lunga e dura al mondo sulle Alte Vie della Valle d’Aosta.

Saranno 346 i concorrenti che si presenteranno al via domenica 12 Settembre a Courmayeur (ore 12) in rappresentanza di 17 nazioni.

Le iscrizioni raccolte dagli organizzatori hanno soddisfatto l'Assessorato del turismo della Valle d'Aosta che ha voluto la manifestazione organizzata da VDA Trailers e gli importanti sponsor che hanno creduto in questa nuova sfida. Il tetto massimo era stabilito in 500 iscitti, anche per ragioni di sicurezza e per il lungo percorso da presidiare, il più arduo proposto fino ad oggi nelle competizioni di Trail Running.

Il gruppo più numeroso è quello degli italiani: 168 iscritti, dei quali 12 donne. Fra esse anche le due atlete che nel settembre 2009 testarono l’intero percorso simulando la competizione e giungendo onorevolmente al termine entro il tempo massimo stabilito.

Fra la numerosa rappresentativa italiana troviamo l’atleta più giovane, Marco Forabosco da Moggio Udinese, che con i suoi 21 anni sarà la matricola insieme alla giapponese Yuki Kobayashi (23), atleta della squadra nazionale dello sci fondo.

Tra i “senatori” Vittorio Girono (72) da Rubiana (Torino) e Valter Rossetti da Biella (70) sono la prova che anche gli ultrasettantenni possono, se adeguatamente allenati e dotati di esperienza alla disciplina, partecipare onorevolmente senza timori reverenziali verso atleti più giovani. Entrambi contano di terminare in tempo utile (chiusura della classifica alle 16 di sabato 18 settembre) e di affrontarle la competizione con l’entusiasmo di chi partecipa ad una grande “prima”.

I valdostani in gara saranno 32. La seconda rappresentanza più numerosa è quella francese con 81 iscritti. Significativi anche gli iscritti di Spagna (22), Belgio (21), Svizzera (12), Stati Uniti (9), Canada (8), Germania (6), Giappone (5).

Di quest’ultimo gruppo fanno parte 4 atlete della nazionale giapponese di sci fondo che affineranno la preparazione atletica per la prossima stagione agonistica sulle Alte Vie, aiutate dalla loro presenza in regione per gli allenamenti agli ordini del tecnico Fabio Ghisafi. Fra esse l’atleta più illustre è Ishida Masako, già vincitrice della Marcia Gran Paradiso 2009 e Millegrobbe 2010, classificata sempre entro le prime cinque posizioni ai Giochi Olimpici di Vancouver, ai Campinati del Mondo di Liberec (CZ) e nella Coppa del Mondo di Trondheim (NOR) nella 30 km tecnica classica.

Sarà interessante verificare quanto tempo impiegherà il primo atleta a completare il percorso anche se, in caso di maltempo, i tempi previsti potrebbero lievitare. Per verificare sul campo la fattibilità dell’impresa è stata organizzata lo scorso anno negli stessi giorni l’edizione “zero” coinvolgendo 4 esperti amatori (2 donne e 2 uomini) che hanno percorso sempre insieme l’intero tracciato riproducendo anche le soste per il riposo e l’alimentazione come qualsiasi atleta troverà in gara.

La deprivazione da sonno è risultata forse il maggiore ostacolo alla prestazione per i suoi effetti sulle capacità atletiche e sulla motivazione. I tester hanno dormito una media di poco più di tre ore per notte per sei giorni. Il resto delle ore erano impiegate nella percorrenza del tracciato con una media di oltre quattordici ore di attività, con la rimanenza del tempo speso nei test scientifici, nei pasti, nella preparazione dello zaino e delle attrezzature. Uno dei soggetti è stato lo psicologo Pietro Trabucchi, consulente delle Squadre Nazionali di Ultramaratona e docente alla Facoltà di Scienze Motorie di Verona, ma soprattutto grande appassionato di Trail Running, che oltre ad essere tester è stato anche uno degli elaboratori del test. Nonostante il cattivo tempo (pioggia e neve in altura) i tempi sono stati rispettati. Per gli atleti di alto livello si può prevedere che alcuni di essi riusciranno a terminare il percorso in poco più di 3 giorni se il tempo sarà ottimale.

Il test dell’edizione zero elaborato dall’Università di Verona e dal Centro Interuniversitario di Bioingengneria e Scienze Motorie di Rovereto è a disposizione di chi avesse necessità di consultazione

CRISTINA MENGHINI - GLOBETROTTER

CRISTINA


LA VIA FRANCIGENA


Pensavo di essere da solo a fare queste cose... invece c'è anche lei, Cristina Menghini.





andate a conoscerla è tosta!

Buona strada Cristina, tanta ne hai fatta e tantissima ne farai ancora.

DA LAGO SANTO PARMENSE AL PASSO DUE SANTI

Inizio sentiero per Passo Due Santi
Bocchetta dell'Orsaro
Monte Orsaro
Cima del monte Orsaro (1831)

Poco, pochissimo da dire, solo immagini e sensazioni, è stato un "viaggio" bellissimo.
Dal Rifugio Mariotti ho ripreso quota fino alla sella del monte Marmagna e poi, fra nebbia spaccata dal vento ed improvvise finestre sul golfo di La Spezia, ho camminato su un'altro crinale fantastico con altre cime importanti e bellissime fra cui quella del monte Orsaro, ultima montagna prima di scendere verso il passo della Cisa.
Monte Tavola, Corno, Fontanini e alla fine una sterrata fra prati e pascoli con dolcezza mi ha portato all'asfalto della Cisa.
Una breve sosta oer la birra e subito, di fianco alla chiesa ho ripreso a salire.
Questa tappa non mi piace, non ha veramente e geograficamente senso, si lascia il passo della Cisa per arrivare ad un passo dove non c'è niente.... infatti alla Fontana Gilenta torno indietro ed al passo del Brattello mi fermo, ceno e aspetto mia moglie che pazientemente viene sempre a recuperarmi, ovunque io vada a finire, è il mio "RESCUE".

DA PASSO DI PRADARENA AL LAGO SANTO PARMENSE


LAGO SANTO PARMENSE


Copio fedelemente la Guida GEA:

" Si attraversa quindi la strada che collega Ligonchio (RE) con Sillano (LU), per prendere uno stradello che, scendendo leggermente, conduce al Passo di Cavorsella (1511 m). Lo si abbandona per proseguire sulla sinistra verso il Monte Ischia (1727 m), che si aggira, e il Monte Scalocchi (1726 m).
Sul versante toscano il panorama è dominato ad ovest dalle profonde ed incassate valli trasversali del fiume Serchio di Sillano e dei suoi affluenti, a nord dalla valle di Belfiore sul cui fondo scorre il torrente Riarbero.
Il sentiero prosegue mantenendosi in quota, in direzione della Cima Belfiore (1810 m) che si aggira sulla destra e per il Monte La Nuda (1895 m). Anche da questo ennesimo balcone naturale nelle giornate più limpide si può spaziare dalle Alpi al lontano Monte Amiata. Dal Monte La Nuda si scende ripidamente per il bellissimo e selvaggio Vallone dell'Inferno fino alla strada che collega il Passo del Cerreto (1261 m), raggiungibile sulla sinistra, con la località Cerreto Laghi, sede di un antico ospitale di cui non esistono più tracce.


La partenza dal Cerreto avviene sempre con un poco di reticenza, lascio la civiltà per tornare verso la solitudine e la fatica... ma appena inserito nella bellezza e grandiosità delle montagne, passa tutta la voglia di "benessere" per tornare felicemente alle privazioni ed al rumore dei propri pensieri.
Salgo verso l'Alpe Succiso che tengo sulla destra attraversando il passo di Pietratagliata, scendo nella valle dei Ghiaccioni fra l'Alpe Succiso ed il monte Alto. il lago di Monteacuto mi fa da ingresso al magnifico rifugio Cai Città di Sarzana.
Un susseguirsi di laghi, Paduli, Squincio, Scuro, Verdarolo e tanti altri minori mi conducono alla stazione sciistica di Prato Spilla.

Davanti all'Hotel Prato Spilla salgo lungo la pista, tenendo la destra e poco più in alto prendo la pista Canalino, sono sul sentiero Cai705.
Dopo il piccolo lago Martini, finalmente, torno al sentiero di crinale, il magnifico sentiero 00.
Tutto in crinale su montagne nude attraverso il Bragalata (1835), Sillara (1861), Nagutto (1780), Paitino (1815), Matto (1837), Brusà (1796), Aquila (1780)... lette così sembrerebbe facile ma è un continuo saliscendi a volte nella nebbia poi finalmente il sole mi accompagna fino al lago Santo Parmense dove trovo il mondo.
Centinaia di persone che salgono verso il Marmagna, che cercano funghi, attorno ad un rifugio bellissimo:
Il Rifugio Mariotti.
Non esiste la possibilità di parlare con i gestori, si accavallano i turni per mangiare, entrano ed escono persone per ordinare panini, bibite...
Resto in disparte ad asciugare le scarpe fino alle 18.
La seggiovia termina il servizio e la gente piano piano se ne va, entro nel rifugio e Michela mi accompagna alla camera, scendo e finalmente parlo con Marcello che mi aggiorna sul percorso di domani.
A cena mangiamo tutti insieme e qui conosco anche Marzia, la ex titolare, ora il rifugio lo gestiscono Michela e Marcello, è una vera donna di montagna, definire un essere umano "di montagna", per me, significa trovarsi a parlare con una persona che dice le tue stesse frasi, pensa ed agisce come te, plasmato dalla durezza della montagna, persone originali, una diversa dall'altra ma intimamente simili, come fratelli.

ALPI MARITTIME

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Traccia di Hubert Streitenberger un amico tedesco che era sempre "tra i piedi"

Dislivelli del GPS di Filippo Serafini


Guya Trekking 2009 da Pietraporzio a Casterino

Dati Tecnici
Sviluppo: 109 km circa
Dislivello + : 8600 m circa
Dislivello - : 8300 m circa
Quota max: 2904 m slm
Quota min: 1210 m slm
Difficoltà: EE (allenati)
Tempo perc.: 5 gg ca.

Accesso: Partenza dalla borgata di Pietraporzio (CN). Da Cuneo seguire le indicazioni per il colle della Maddalena fino all’abitato di Pietraporzio.

Descrizione: Quando ho saputo che l’amico Manfredi Salemme avrebbe compiuto la traversata integrale delle Alpi da Trieste a Ferrania (SV) seguendo il percorso Rosso della Via Alpina, non mi sono lasciato sfuggire l’occasione di accompagnarlo sul tratto per me di casa: quello delle Alpi Marittime.
E’ nato così questo percorso a cavallo fra Italia e Francia che in 5 giorni permette di vedere alcuni fra gli angoli più suggestivi del Parco del Mercantour e del Parco delle Alpi Marittime.


1° Giorno: Pietraporzio - Rifugio Migliorero

Sviluppo:12,4 km ca., dislivello +: 1670 m ca., dislivello -: 780 m circa, quota max: 2560 m slm, quota min: 1210 m slm, tempo perc.: 5:30 h ca.

Partendo dalla borgata di Pietraporzio si risale il Vallone del Piz seguendo le indicazioni per il Rif. Zanotti, arrivati nella parte alta del Vallone si svolta a sinistra su tracce di sentiero e lasciandosi il Rif. Zanotti sulla destra si continua a salire fino a raggiungere il Passo di Rostagno. Da qui inizia la discesa che in breve conduce fino al Rif. Migliorero.

2° Giorno: Rifugio Migliorero. - Sant’Anna di Vinadio

Sviluppo:18,2 km ca., dislivello +: 1530 m ca., dislivello -: 1590 m circa, quota max: 2470 m slm, quota min: 1640 m slm, tempo perc.: 8:00 h ca.

Si lascia il Rif. Migliorero salendo su ripida pietraia in direzione del Passo di Laroussa. Raggiunto il passo inizia una lunga discesa che porta alla borgata di San Bernolfo cui vale la pena soffermarsi per una breve visita. Si attraversa il ponte sul fiume portandosi sulla sponda opposta e si percorre per qualche centinaio di metri la larga sterrata che porta verso valle. Ad un certo punto si svolta a destra su una ripida sterrata in salita e si entra nel Vallone della Sauma, Il fondo della strada si fa via via più sconnesso fino a diventare un sentiero di difficile individuazione per la fitta vegetazione. Salendo il Vallone si apre leggermente in una radura cosparsa di larici. Occorre spostarsi sul versante sinistro (destra orografica) e cercare l’imbocco del più evidente sentiero che porta al Passo della Sommetta (2200m). Qui, proprio di fronte a noi si vede la ripida pietraia verso cui bisogna dirigersi per poter arrivare dopo una ripida ascesa al Colle del Saboulè (2394m). Si entra ora in territorio francese su uno stupendo sentiero-balcone che domina i laghi del Lausfer. Rientrati in Italia attraverso il colle omonimo si scende al Santuario di Sant’Anna su comoda sterrata.
Possibilità di pernottamento al posto tappa GTA.

3° Giorno: Sant’Anna di Vinadio - Rifugio Questa

Sviluppo:23,5 km ca., dislivello +: 1925 m ca., dislivello -: 1575 m circa, quota max: 2600 m slm, quota min: 1834 m slm, tempo perc.: 10:00 h ca.
Si ripercorre fino al lago del colle di Sant’Anna il tragitto del giorno precedente. Qui si svolta a sinistra e si imbocca il sentiero della Via Alpina che sale su pietraia fino a raggiungere il crinale di confine italo-francese. Si percorre il panoramico crinale per circa 4 km fino a raggiungere il Colle della Lombarda (2350m). Seguendo la strada asfaltata si scende per circa 1,5 km sul versante italiano e poi si svolta a destra imboccando il sentiero in salita che permette di raggiungere il Passo d’Orgials (2600m). Arrivati in cima al passo si osserva uno splendido panorama sul vallone di Sant’Anna ma soprattutto, voltandosi di 180 gradi si riesce a scorgere il lungo sentiero che sale al colle di Valscura (2520m) partendo dal Rifugio Malinvern (1834m) posto sul fondovalle del Vallone di Riofreddo. Scendendo verso il Malinvern si oltrepassano i Laghi d’Orgials e si attraversa una suggestiva foresta di larici secolari. Arrivati a valle ed oltrepassato il torrente di Riofreddo, occorre fare attenzione ad imboccare il sentiero che sale verso sinistra per poter raggiungere in circa 2 ore di ascesa il colle di Valscura. L’ascesa al colle è sempre dominata dall’incombente profilo della montagna Maledecia dal caratteristico colore porpora e dalle verticali pareti terreno di arrampicata per forti alpinisti. Raggiunto il colle di Valscura si lascia la valle Stura per addentrarsi nella Spettacolare valle Gesso e quindi nel Parco Naturale delle Alpi Marittime. Si scende fino al lago superiore di Valscura e si seguono il sentiero balcone sulla valle Gesso che con un’incredibile panorama sui 3000 più vicini al mare conduce in breva al Rifugio Questa (2386m).

4° Giorno: Rifugio Questa - Madone de Fenètre

Sviluppo:33,1 km ca., dislivello +: 1770 m ca., dislivello -: 2220 m circa, quota max: 2620 m slm, quota min: 1540 m slm, tempo perc.: 13:00 h ca.
Il primo tratto di percorso si snoda sulle suggestive strade lastricate fatte costruire due secoli fa dal Re d’Italia nella sua riserva di caccia, appunto la valle Gesso. Su questi comodi camminamenti si raggiunge in breve il colletto del Valasco (2430m) per scendere verso i laghi di Fremamorta e continuare in direzione del colle omonimo su uno splendido sentiero in faccia al gruppo dell’Argentera, la cima più alta delle Alpi Marittime. Raggiunto il Colle di Fremamorta (2615m splendido panorama che spazia fino al mare!) si svalica i Francia nel Parco del Mercantour in un bellissimo ambiente ricco di laghi e foreste di larice. il sentiero perde quota per innestarsi su una strada sterrata presso il col de Salèse (2031m). Dal Colle in circa quattro km si raggiuge l’ingresso del parco e quindi la strada asfaltata. Ancora un tratto d’asfalto che sovrasta il Lac du Boréon e si imbocca un sentiero sulla destra contrassegnato dalla sigla “GR52”. Il sentiero ombroso sale ripido fino a raggiungere i 1650m di quota per continuare in piano su ottimo fondo terroso per circa 1,5 km ed iniziare a risalire il torrente in sponda destra (orografica).
Si lascia sulla sinistra il sentiero che porta ad un rifugio e si prosegue superando un lago per raggiungere il Col de Ladres (2448m) dal quale in circa un’ora di cammino si scende al Santuario della Madone de Fenètre (1905m).

5° Giorno: Madone de Fenètre - Casterino

Sviluppo:20,7 km ca., dislivello +: 1610 m ca., dislivello -: 1950 m circa, quota max: 2904 m slm, quota min: 1560 m slm, tempo perc.: 10:00 h ca.
Partendo dal santuario si scende fino al ponte e si attraversa il torrente. Si inizia a salire su sentiero, prima fra prati e poi su pietraia, dove occore fare attenzione alle tacche bianco-rosse e agli ometti di pietra. Dopo aver guadagnato circa 660m di quota si raggiunge il Col du Mont Colomb (2548m), uno stretto passaggio che permette di svalicare a levante. La discesa è ripida e nella prima parte occorre prestare attenzione. Si scende sotto quota 2200m e arrivati sul fondo della vallata si svolta a sinistra e si costeggia il lago artificiale fino al Refuge de Nice (2232m).
Da qui la risalita verso il Col de Fouls (2828m) procede su sentiero segnato con tacche bianche ed ometti in pietra. Il primo tratto di salita è molto ripido ma permette di guadagnare quota velocemente. Raggiunta quota 2600 inizia un vallone sospeso spesso ricoperto di neve anche in estate inoltrata.
Una volta raggiunto il colle vale la pena salire sull’anticima del Monte Clapier (3051m) a quota 2904m dalla quale si gode uno splendido panorama che spazia dalle marittime, alle liguri, al mare!
Si riprende la lunghissima discesa che attraversando una bellissima serie di laghi conduce al rifugio di Valmasque e quindi al fondovalle fino a Casterino.
Per rientrare in Italia occorre scendere in val Roya a Saint Dalmas de Tende e prendere il trenino che in circa mezz’ora porta a Limone Piemonte e quindi Cuneo da dove con gli autobus della linea ATIBUS è possibile fare ritorno al punto di partenza di Pietraporzio.

Filippo Serafini

(da www.cinghialtraks.it )

ALTA VIA DELLE ALPI APUANE


L'Alta Via delle Alpi Apuane percorre il gruppo da NO a SE. La lunga traversata si svolge in otto tappe, sei delle quali in quota, che comportano ciascuna non piu' di 5-6 ore di cammino, per consentire varianti di maggior impegno o salite di vette. Il percorso si avvale della sentieristica esistente e transita per sette dei principali rifugi apuani, presso i quali e' prevista la sosta e il pernottamento. Il primo di questi e' il Rifugio Carrara di Campocecina, da dove l'itinerario dell'Alta Via prendera' ad inoltrarsi nel cuore delle Apuane, percorrendo le antiche vie dei cavatori, dei pastori e del trasporto del sale e del ghiaccioi .
Il percorso tipo dell'itinerario attraversa i luoghi paesisticamente piu' celebri delle Apuane.
Descritto in brevissima sintesi e' il seguente:


Tappa 1 da Castelpoggio (m.536) al rif. Carrara di Campocecina (1318)
attraverso il passo della Gabellaccia (892)
Tempo: ore 3 - Dislivello: 780m. Sentieri: 185

Tappa 2 dal Rif. Carrara al Rif. Orto di Donna (m.1503)
attraverso la foce di Pianza (1279), il Catino, le foci di Vinca, Navola e Rasori, la Capanna Garnerone (1260), la foce di Giovo (1496)
Si possono salire le vette dei monti Sagro (m.1748) [+1h.] e il Pizzo d'Uccello (m.1781) [+1h.]
Tempo: ore 6 - Dislivello: 700m. - Lunghezza: Km.12 - Sentieri: 173; 179

Tappa 3 dal rif. Orto di Donna al rif. Conti (1442) ai Campaniletti
attraverso la foce di Cardeto (1641); il passo della Focolaccia (1650), la vetta e il passo (1634) del monte Tambura (m.1894)
Si possono salire le vette dei monti Pisanino (m.1748) [+4h., per esperti] e Cavallo (m.1888) [+3h., alpinistica]
Tempo: ore 4-5 - Dislivello: 500m. - Lunghezza: Km.6 - Sentieri: 179; 178; 35

Tappa 4 dal rif. Conti al rif. Puliti (1005), nell'alta valle di Arni, attraverso:
1) Passo Tambura, vallone di Arnetola (1100), Ripanaia, Passo Sella (1495), cresta del Vestito, le Gobbie
2) Focetta dell'Acqua Fredda (1600), Via ferrata "F.Vecchiacci", monte Sella (1735), Passo Sella, cresta del Vestito, le Gobbie
Dall'itinerario 1) possibilita' di scendere al paese di Arni (m.923); dalle Gobbie (1030) strada per Massa
Dal Passo Sella, possibilita' di percorrere l'anello del Monte Fiocca [sent. 144, +2h]
Tempo: ore 6 o 7 - Dislivello: 700m. Sentieri: 1) 35, 31; 150, 33 - 2) 165, Ferrata Vecchiacci; 150, 33

Tappa 5 dal rif. Puliti al rif. Del Freo (1195), alla Foce di Mosceta
attraverso le Gobbie, il versante N dell'Altissimo, cave Fondone (1200), il crinale del Cipollaio, i passi Fordazzani, Croce (1149), Fociomboli (1293), il retro Corchia (versante N)
Si possono effettuare le traversate per cresta dei monti:
Altissimo (m.1588), attraverso il Passo degli Uncini (1365) a O e il Passo del Vaso Tondo (1380) a E. Sentieri 143 e 142 [+2h.]
Corchia (m.1677), per le creste O e SE. Per Esperti. Sentiero non segnalato [+1h.]
Tempo: ore 5 - Lunghezza: Km.12 o 15 - Sentieri: 33; 31; 129

Tappa 6 dal rif. Del Freo al rif. Rossi (1590) alla Pania Secca
attraverso il Callare della Pania della Croce (1743), il monte Pania (1858) e il Canale dell'Inferno
Si puo' salire la vette del monte Pania Secca (m.1709) [+1,30h.]
Tempo: ore 3 - Sentiero: 126

Tappa 7 dal rif. Rossi al rif. Forte dei Marmi (865) all'Alpe della Grotta
attraverso la Focetta del Puntone (1606) il passo degli Uomini della Neve, la foce di Valli, la Costa Pulita, il Passo dell'Arco, le foci di Petrosciana (960) e della Porchetta (980)
Si possono salire le vette dei monti Forato (m.1229), Croce (1314) e Nona (1297) e il Procinto (m.1172) per la antica via ferrata.
Tempo: ore 5 - Sentieri: 126; 7; 109, 8, 6, 121, 5

Tappa 8 dal rif. Forte dei Marmi al paese di Casoli (390), Candalla, Badia di camaiore - Camaiore, attraverso:
1) foce di Grattaculo, foce di S.Rocchino (802), loc. Trecolli, Casoli (ore 2) 2) Sentiero Bruni, Callare di Matanna (1132), la foce del Termine (978) e il Campo all'Orzo (939)
Dall'itinerario 2) si possono salire le vette dei monti Nona (1297) (m.1172), Matanna (m.1318), Prana (m.1220)
Tempo: ore 2 o 5 - Sentieri: 1) 121 e 106 - 2) 5, 3, 101, 112


clikka qui sopra



UN'ALTRA ESPERIENZA

Alta Via delle Alpi Apuane: missione compiuta
9/10/2008


E' passato parecchio tempo da quando ho concluso il trekking, ma per fare il resoconto ho aspettato di poter rendere disponibili le foto, su un sito.
Ho scelto il sito di Quotazero, perchè su di esso ho trovato diversi consigli da parte di chi, le Apuane, le conosce davvero per averle frequentate per tanto tempo, e "da sempre".
Spero vogliate perdonarmi per questa scelta.
Ho caricato 188 foto su tre cartelle, Alta Via - 1^....... ecc.



Alcune considerazioni:
- per evitare il caldo e l'innevamento, abbiamo fatto il trekking dal 2 al 9 giugno. Questo non ha impedito di trovare qualche nevaio nelle pareti nord delle cime.
- alcuni rifugi in quel periodo sono chiusi (aprono solo nei fine settimana), ma hanno bivacchi invernali abbastanza capienti. E' questo il caso del Rifugio Conti.
- esistono dei bivacchi sempre aperti, come il K2 (6 posti letto + 2) e rifugi per i quali chiedere le chiavi (Rifugio Puliti ad Arni).
- è possibile mangiare nei rifugi gestiti, sia pranzo che cena, ma conviene prenotare.
- siamo stati autonomi per diversi pasti. In 6 ci siamo divisi:
3 fornellini e 3 gavette
1 forma di pecorino sardo di 1,5 kg (comprata da un pastore)
1,5 kg di lardo di colonnata (autentico!)
una quindicina di buste di minestrone liofilizzato ("potenziato" con le cotenne del lardo)
frutta secca, cioccolato, bustine di te, barrette energetiche, pane, cotognate, fil'e ferru e mirto (tutto artigianale), integratore salino.
- ci siamo portati un sacco a pelo leggero, che avremmo potuto lasciare a casa perchè nei bivacchi c'erano coperte per tutti.
- io avevo anche un sacco lenzuolo in seta (da 100 g).
- il gilè in piumino, anche se leggero, non l'ho mai usato
- ho usato pochissimo anche i pantaloni lunghi
- usatissimo il softshell (resistenza 7000 mm d'acqua) per la pioggia incontrata nella 1^, 3^, 4^(terribile) e 7^ tappa.
- usatissimo anche il pile (soprattutto di sera) e una camicia di flanella (nelle soste)
- pochi passaggi impegnativi: la nord del sagro
la cresta della Tambura
il Passo degli Uomini della Neve

Alcune considerazioni le ho inserite nella descrizione delle foto.

Posso dire che è stata una avventura emozionante, coinvolgente, nostalgica (io sono di origine carrarina). Molto più bello del tratto sud del GR20, che ho fatto nel '92.
Lo consiglio a chiunque ami il trekking, anche se manca l'avventura della tenda e molti rifugi assomigliano a degli alberghi.
Insomma, se potessi ripartirei immediatamente.

ALTA VIA DEI MONTI LIGURI - INTERROTTA





















4 – 9 Maggio 2010

Partecipanti:

giorni 1 – 4:
Franco Castellini (Vigevano)
Agostino Domenichelli, Morena Biagioni e Laura Stevenson (Garfagnana);

giorno 5 : Manfredi Salemme (Liguria)

giorni 6 – 19: abbandonati !!


Primo giorno 4 maggio

Si parte da Castelnuovo Garfagnana in treno, io Morena e Agostino, incontriamo Franco a La Spezia, lui in pantaloni corti come in Nepal l’anno scorso, scarpone leggero come ha raccomandato la guida per quest’Alta Via.
Morena anche con scarpone leggero, sta piovendo, Franco compra un ombrello più grande alla stazione, sappiamo che le previsioni non sono buone per i prossimi 3 o 4 giorni, ma dai! Non e’ possible che pioverà ogni minuto… ci saranno schiarite sicuramente durante lo weekend le cose miglioreranno, no?

I nostri zaini sono pesanti: tende, sacchi pelo, materassini, stufa , un chilo di pasta, pacchetti di zuppa, frutta secca, tante barrette, acqua…..perché sappiamo che faremo almeno sei notti in tenda, la prima forse stasera, se il tempo ce lo permetterà.

Andiamo in corriera fino a Ceparana, dove inizia l’Alta Via. Sistemiamo gli zaini e prendiamo un spuntino al bar, e via! Si parte. Piove., sbagliamo strada dopo qualche minuto ( segnaletica non molto chiara), Morena e Franco già hanno piedi bagnati.

Camminiamo per 5 ore salendo 750m e scendendo 75m, sempre con tanta nebbia, con qualche apertura verso valle. Arriviamo a Passo Alpicella (710m) e cerchiamo posto per montare le tende, piove, un camioncino si ferma, ci offrono pernottamento in una mansarda di un agriturismo qualche km dopo (che non è ancora aperto), accettiamo senza pensarci nemmeno un nanosecondo.
Ci invitano a scaldarci ed asciugarci davanti alla stufa, e chiedono se vogliamo cenare, accettiamo con entusiasmo soltanto un piatto di pasta ma dopo gli antipasti di salumi di casa, primo, secondo, formaggio, dolce, vino, caffè, grappa…. ci addormentiamo molto bene .

Secondo giorno 5 Maggio

Dopo una bella colazione il nostro ospite ci riporta in camioncino sull’Alta Via, c’è nebbia, ma anche qualche schiarita, e siamo ottimisti, ma niente di più sbagliato! Salendo gradualmente passiamo sotto il Monte Cornoviglio a arriviamo al Valico dei Casoni (992m), si vede qualcosa ogni tanto, ma c’e’ nebbia e pioggia. 250m di salita e 200m discesa ci portano alla Foce del Termine, Monte Fiorito e Passo del Rastello (1044m) dove troviamo un misero riparo dal vento e dalla pioggia per mangiare un buon minestrone. Si continua un saliscendi per 2 ore circa e arriviamo al Passo Calzavitello (896m). L’albergo Belvedere un chilometro più a valle e’ chiuso, ma apre per noi, che gioia, le scarpe bagnate sono messe nel forno a legna ancora tiepido dallo weekend precedente. Mangiamo e dormiamo bene.

Terzo giorno 6 Maggio

Pioggia e nebbia, il nostro ospite ci da passaggio fino a Casa Biagi che e’ una variante del' Alta Via per arrivare a Foce dei Tre Confine(1408m). Con un tempo tale non valeva la pena di andare via il Focetto. Una salita di 650m, con vento, grandine, freddo, sentieri come fiumi (no, non come fiumi – erano fiumi!), gli ombrelli distrutti. Scendiamo gradualmente e arriviamo disperati per ripararci al Passo della Cappelletta.(1085m) Soltanto le basi delle pale eoliche dietro la Cappella sono visibili nella nebbia, ma si sente il loro rumore cigolante. Mangiamo una barretta ma siamo troppo infreddoliti e bagnati per fermarci più di qualche minuto. Telefoniamo al Ranch Camillo al Passo Cento Croci (che sappiamo essere aperto) e scopriamo che nessuno arriverà li prima delle sei. Ora sono le due circa e abbiamo ancora un'ora di cammino. Ci viene detto di aspettare in un garage di fronte il rifugio dove possiamo attendere all'asciutto l’arrivo del gestore. Seguendo l’asfalto per qualche chilometro, dopo un'ulteriore bosco, finalmente arriviamo al Passo Cento Croci (1055m), troviamo il garage abbandonato e facciamo un piccolo fuoco sul pavimento con pezzi di legno e fieno ci scaldiamo con un the. Quando arrivano i gestori siamo ben affumicati. Il Ranch Camillo e molto accogliente e si mangia e dorme bene asciugando tutta la nostra roba sui termosifoni.

Quarto giorno 7 Maggio

Si parte, per i primi 5 minuti non piove. Saliamo di 380m e scendiamo di 530m per arrivare a Colla Craiolo (907m). Nebbia, pioggia, e qualche schiarita, poco vento. c’e un bel riparo con una specie di caminetto, Franco riesce fare un bel fuoco, mentre l’acqua si scalda per il brodo fatto con i dadi. Queste cose sono tutto il nostro piacere nell’assenza del sole, panorami, piedi asciutti, mani calde. Manfredi , che stiamo per incontrare al Passo del Bocco, ci ha mandato un messaggio consigliandoci di non salire sul Monte Zatta se piove ma seguire l’asfalto . Quindi restiamo a valle passando in mezzo a faggi bellissimi già vestiti di primavera. Al Passo del Bocco (956m) al Rifugio Antonio Devote, ci uniamo a Manfredi (conosciuto finora soltanto tramite Facebook) che e’ venuto qui da Chiavari in pullman per fare il resto dell’Alta Via con noi, fino a Ventimiglia. Siamo ottimisti, il tempo dovrebbe migliorare, facciamo una bella chiacchierata, mangiamo e dormiamo bene, asciugando la roba sui termosifoni come al solito..



Quinto giorno 8 Maggio


Questa secondo il metro visto su internet dovrebbe essere il miglior giorno, ma non è così, piove, si parte. Per via del tempo si fa la strada meno impegnativa evitando il Passo della Scaletta (1258m), per arrivare nella nebbia a Prato Mollo (molto mollo e allagato!) cercando con difficoltà i segnavia bianchi e rossi per portarci al Rif Monte Aiona (1503m - chiuso), facciamo una sosta nella piccola stanza invernale. Partiamo dal rifugio seguendo un itinerario equestre fino a Passo della Spingarda, prendiamo a sinistra lungo i segnavia per monte Aiona (1701m) Ormai siamo nella neve fresca e la salita diventa difficoltosa dovendoci orientare solo con i paletti che scorgiamo con difficoltà nella nebbia a volte fittissima, un deserto di neve, nebbia, acqua e sassi,,, per niente facile. Senza vedere la cima i paletti indicatori cominciano portarci in discesa, per qualche secondo la nebbia diminuisce, c’è un raggio di sole, si intravede il cielo blu, ma ricomincia piovere. Neve fresca intervallata da tantissima acqua, seguiamo la dorsale fra faggi bellissimi per arrivare a Passo Pre’ di Lame (1537m), continuando fino a Passo delle Lame (1300m), quindi arrivati al Passo del Bozale (965m), invece di continuare verso il Passo della Forcella dove pensavamo di dormire in tenda se il tempo fosse stato migliore, decidiamo di abbandonare il sentiero e scendere verso Cabanne avvisando del nostro arrivo il titolare dell’albergo Paretin. Arrivati alla fine del sentiero la vista di un torrente in piena ed il ponte di legno distrutto ci toglie la gioia della fine di un incubo, ma la pronta telefonata di Agostino al titolare dell'albergo ci rassicura indicandoci una breve deviazione verso un altro e più sicuro ponte .

Con una bella birra e scaldandoci alla stufa dell'albergo controlliamo le previsioni per i prossimi quattro giorni: pioggia! Con la probabilità di maltempo fino al 20 Maggio. Al momento non ne parliamo, pensiamo solo a scaldarci, ad asciugare tutta la roba, ceniamo e scherziamo senza decidere, finiamo la serata con una buonissima grappa, un letto caldo ci abbraccia e ci fa dormire benissimo… sicuramente facciamo sogni pieni di nebbia, di torrenti, di immagini sbiadite.


Sesto giorno 9 Maggio

Pioggia più forte che mai, dopo colazione siamo tutti concordi ad abbandonare questa bellissima ma bagnatissima avventura, montiamo su una corriera che in circa un'ora ci porta a Chiavari dove non piove, qui alla stazione ferroviaria ci congediamo da Manfredi, da Franco che sale su un treno verso il ponente ligure e noi tre Garfagnini prendiamo il treno verso La Spezia, verso casa…. un poco tristi per aver abbandonato un progetto, un sogno…. ma i sogni si possono sempre realizzare, ci vuole solo pazienza e…. il bel tempo!!!
Siamo tuttavia felici di aver percorso oltre 100 km dell'Alta Via dei Monti Liguri, di averlo fatto in compagnia di veri e semplici amici….. e …. alla prossima volta!


(LAURA STEVENSON)

ALTA VIA DEI MONTI LIGURI



Il giorno 4 parto per l'Alta Via alla rovescia, da Ceparana a Ventimiglia, il tempo per almeno 15 giorni sarà sul variabile.... ma fa lo stesso, saranno con me quattro persone:
Franco Castellini, Laura Stevenson ed altri due che per ora non conosco.
Penso di aggregarmi a loro sul passo del Bocco, o al passo della Scoglina

COMUNICATO STAMPA






COMUNICATO STAMPA


Panathlon International propone un incontro conviviale all’Hotel Monterosa sul tema “GUYA TREKKING”, l’incontro con la stampa è fissato questo pomeriggio 27 aprile 2010, alle ore 19,00 presso l’hotel.

Relatori:


Parma Martino – Panathlon International
Manfredi Salemme – sportivo over 60
Dr. Luca Ardigò – Ricercatore Università di Verona
Dr. Chiara Begnini – Tesista neo laureata




MANFREDI SALEMME



Nato a Portovenere (SP) il 10 luglio 1947, residente a Cogorno, via F.Cogorno 30. Telefono 0185 – 382915, Cell. +39 345 2989789

Sportivo amatoriale di diverse discipline ma sempre molto legato agli sport individuali, quali nuoto, sci, windsurf, arrampicata, corsa.
Si avvicina al trekking casualmente e scopre un mondo nuovo, una dimensione antica ma attraverso un gesto naturale: il cammino.
Il cammino lontano dal rumore, dall’inquinamento, con la tranquilla consapevolezza che amministrando le proprie forze tutto sia possibile, anche i sogni.

E così ha inizio la sua avventura, un modo di avvicinarsi alla natura, allontanandosi dalla gente per desiderare di incontrarla, ascoltare i silenzi per riuscire poi ad ascoltare meglio il prossimo.

Dal 2008 Testimonial di ADMO (Associazione Donatori Midollo Osseo ), promuove e porta a termine il gemellaggio fra la cittadina abruzzese di Barrea (AQ) e ADMO, facendo conoscere durante il cammino e partecipando a conferenze ed incontri il problema della “donazione” del midollo osseo e delle cellule staminali emopoietiche, diversi giovani da lui incontrati sono diventati “donatori”.









Spedizioni:




Alta Via dei Monti Liguri - Appennino Ligure, sentiero “AVML” - da Ventimiglia (IM) a Casoni di Suvero (SP) – dal 24 maggio al 10 giugno 2005 – Km 400

Sentiero Italia – Crinale Appenninico, Peloritani, Nebrodi e Madonie – Sentieri “SI”, “E1”, “00” da Casoni di Suvero (SP) ad Erice (TP) dal 7 maggio al 7 agosto 2008, Km 1700

Alta Via Alpina - Itinerario Rosso Catena Alpina, Sentieri “AV1”, “AVML” – da Muggia (TS) a Ferrania (SV) dal 31 maggio al 30 agosto 2009, km 1312.

Anello del Rinascimento - Periplo di Firenze ( Vaglia, Pontassieve, Impruneta, La Certosa, Signa, Calenzano, Vaglia ), sentiero “AR”, dal 7 maggio al 10 maggio 2009 – km 128









Durante la Via Alpina, la Facoltà di Scienze Motorie dell’Università di Verona, con un continuo monitoraggio ha elaborato numerosi dati, questi sono i risultati del cammino:

Giorni totali di viaggio 92,
giorni di effettivo cammino 68,
dislivello in salita 62.480 metri ( 933 metri al giorno ),
dislivello in discesa 61.659 metri ( 910 metri al giorno ),
passi totali 2.565.112 ( 30,905 al giorno ),
tempo sdraiato 585 ore totali ( 7 ore al giorno ),
sonno rilevato 455 ore totali ( 5,30 ore al giorno ),
efficienza del sonno 65%.

Riguardo alla parte fisiologica ed antropometrica i dati rilevati sono stati molto interessanti, oggetto di una tesi di laurea conclusasi da una dottoranda con un meritevole 100 su 110.




Ha recentemente pubblicato un libro in cui racconta i tre viaggi, l’intero ricavato a beneficio di ADMO, è possibile acquistarlo attraverso il sito:



http://www.lulu.com/content/libro-a-copertina-morbida/niente-è-per-caso/7984650






Tutte le notizie riguardanti Manfredi Salemme si possono trovare sul sito:



http://www.manfredisalemme.blogspot.com/








alcune recensioni:






http://www.via-alpina.org/it/article/84

http://www.gronell.it/g_it/news_file/news.htm

http://www.comune.messina.it/us/comunicato.php?id=14104

http://www.diariodelweb.it/Articolo/Italia/?d=20090528&id=86091

http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/p/levante/2009/06/03/AMHuYUdC-manfredi_salemme_sfida.shtml

http://www.univrmagazine.it/sito/vedi_articolo.php?id=91

http://www.liguri.net/portAppennini/manfredi%20salemme%20sul%20portale%20appennini%20di%20liguria.htm

http://www.regione.veneto.it/QuiVenetoSport/NewsView.aspx?idNews=766

http://www.lasaluteinpillole.it/news_salute/lattivita-fisica-per-vivere-serenamente-la-terza-eta.asp

http://www.fuoriaula.com/fuori-aula-network/guya-trekking-2009/

http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/p/levante/2008/06/03/ALkPnTqB-raccontare_piedi_italia.shtml

http://periodicounitn.unitn.it/110/sport-montagna-e-impatto-sulla-salute

















Progetti del 2010:



Alta Via dei Monti Liguri ( Maggio ) – km 400
GR20 – Corsica ( Giugno ) – km 180
Alta Via dei Monti Liguri per ADMO ( Luglio ) – km 400
Maratona di nuoto nel Lago di Barrea ( Luglio ) – km 10
Alta Via delle Alpi Apuane ( Agosto ) – km 80
Sentiero GEA (Settembre) – km 400

Progetti futuri con il monitoraggio dell’Università di Verona:

GUYA APPALACHIAN TRAIL – 3400 Km attraverso 14 stati del nord-America.

SENTIERO ANDINO - (Cordigliera delle Ande) Attualmente allo studio per valutare il percorso più idoneo

MAROCCO – Catene montuose del Rif, Medio, Alto ed Antico Atlante, West Sahara.

AUSTRALIA – Da Sidney a Darwin.







Sponsor tecnici:

http://www.motorie.univr.it/fol/main
http://www.salewa.com/
http://www.raffo.it/
http://www.sensormedics.it/
http://www.loacker.com/
http://www.gronell.it/
http://www.ferrino.it/
http://www.mico.it/ita/index.php
http://www.form.unitn.it/cebism/
http://www.langolodellosport.com/

Manifestazioni di aprile


Sto scaldando le candelette, le gomme sono già in temperatura, il tracciato è stato percorso con la mia fantasia tante di quelle volte che credo di poter partire con una certa tranquillità.... sto parlando del GR20 che mi porterà a calcare il terreno e le aspre montagne della Corsica.

Sarà con me Hartmut Czepluch, un coetaneo ed amico tedesco incontrato lo scorso anno in Slovenia, durante la Via Alpina.

Il giorno 27 prossimo, presso l'Hotel Monterosa, organizzato dal Panathlon International, ci sarà un incontro conviviale sul Guya Trekking, oltre a me saranno presenti due ricercatori dell'Università di Verona che illustreranno la parte scientifica del mio cammino.

Il giorno 30 replicherò una serata presso la sala Coop di via Franceschi a Chiavari.

A maggio mi allenerò sull'Alta Via dei Monti Liguri da Ceparana a Ventimiglia, insieme ad un gruppone di amici toscani.

E' allo studio, inoltre, con Confindustria Genova una manifestazione verso l'autunno dove verranno illustrati i risultati del 2010 ed i progetti 2011.

Sentiero GEA (Parte del Sentiero Italia)


Mappa di tutto il SENTIERO ITALIA
(a me manca solo la Sardegna)

Il Sentiero Italia (SI) è un itinerario escursionistico lungo circa 6000 km che attraversa l'intero territorio nazionale.
Il percorso, suddiviso in 368 tappe, parte da Trieste e attraversando l'intero arco alpino, tutta la catena appenninica, la Sicilia e la Sardegna arriva a Santa Teresa di Gallura utilizzando lunghi tratti di preesistenti itinerari quali la piemontese GTA, la ligure AVML e la toscana GEA.
La sua realizzazione, ancora in parte incompiuta, è relativamente recente. L'idea originale nasce nel 1983 da un gruppo di escursionisti riunitisi in un'associazione omonima e, con la collaborazione del CAI, vede la luce nel 1995 nell'ambito della prima edizione del CamminaItalia quando un gruppo di escursionisti partì dalla cittadina sarda e coprì l'intero percorso in otto mesi. La performance è stata ripetuta nel 1999, questa volta con la collaborazione dell'Associazione Nazionale Alpini.
Ultimamente l'evoluzione del progetto è notevolmente rallentata e anche se è stata uniformata la segnaletica, con un segnavia rosso-bianco-rosso con la scritta S.I. in nero, molte tappe sono rimaste solo un segno sulla carta.
Non so quando ma devo ripercorrere, su richiesta di Gianfranco Bracci ( www.gianfrancobracci.it ) parte del Sentiero Italia, questa volta da sud a nord ed esattamente da Bocca Trabaria a Passo dei due Santi, portando con me un GPS per tracciare esattamente il cammino e poter dare a futuri escursionisti posizioni e tempi più esatti.
La Grande Escursione Appenninica (GEA) è un itinerario escursionistico lungo 375 km che, partendo da Bocca Trabaria, al confine fra Toscana, Umbria e Marche, percorre tutto il crinale dell'Appennino tosco-romagnolo e tosco-emiliano fino alla Liguria dove, al passo dei Due Santi, si unisce all'Alta Via dei Monti Liguri.
L'itinerario, che è parte integrante del Sentiero Italia e del Sentiero Europeo E1, è nato nel 1981 ed è suddiviso in 25 tappe. Nel 1983 in seguito ad un intervento della Regione Toscana, delle varie comunità montane interessate, e del Club Alpino Italiano fu inaugurato ufficialmente da Reinhold Messner.
Nel suo percorso il sentiero si inoltra in numerose aree protette attraversando piccoli borghi medievali e villaggi.
Il sentiero è segnalato da bandierine verniciate, bianche e rosse con la scritta GEA in nero al centro. Il simbolo segnavia originale della GEA è il triangolo rosso, bianco al centro, con la punta verso l'alto.
Nel 2008 sono arrivato a Bocca Trabaria partendo dai Casoni di Suvero in 21 giorni, potrei fare il percorso inverso nel mese di settembre... chi vuole accompagnarmi?



Questo è lo sviluppo dal Passo dei due Santi a Bocca Trabaria, con indicate le località, i raccordi, le cime, i passi e quanto utile al cammino:









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